ll termine pet-therapy, coniato nel 1964 dallo psichiatra infantile Boris M. Levinson, si riferisce al coinvolgimento degli animali da compagnia all’interno di programmi di trattamento rivolti prevalentemente a persone con disturbi della sfera fisica, neuromotoria, mentale e psichica, dipendenti da qualunque causa, ma che possono essere indirizzati anche ad individui sani.
All’interno della parola composta il termine «pet» è utilizzato sia come sostantivo per indicare l’animale domestico, sia come verbo (to pet), col significato di « accarezzare», «coccolare».
In Italia, questo termine è stato negli anni sostituito con quello, ritenuto più appropriato, di Interventi Assistiti con gli Animali (IAA) che contiene a sua volta tre diverse tipologie di intervento (AAA, EAA, TAA).
Un uso appropriato della terminologia evidenzia già da sé il ruolo specifico dell’animale all’interno dei diversi programmi educativi, terapeutici e/ o riabilitativi.




